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La
sua storia “occidentale” inizia con lo sbarco di Cristoforo
Colombo il 5 dicembre 1492 in occasione del suo primo viaggio e dopo essere
approdato a San Salvador e Cuba. Hispaniola, la denominazione attribuitagli
alla sua scoperta, divenne ben presto il trampolino da cui partire per
i tanti luoghi ancora da visitare e rimase sede del governatorato retto
da Diego Colombo, figlio di Cristoforo. Attualmente, l’isola condivide
il territorio con Haiti (ex possedimento francese) che ha ancora moltissimi
problemi di vivibilità. La parte che offre supporto ai circa 5
milioni di turisti che, per dodici mesi l’anno, affollano le sue
bianchissime spiagge, si concentra tra “La Romana” mar dei
caraibi e “Punta Cana” affacciata sull’oceano atlantico.
Centinaia di villaggi turistici, infatti, dominano e permettono la presenza
umana in un contesto assolutamente naturale. Chiaramente collocata nel
triangolo delle maggiori isole caraibiche, offre ai frequentatori panorami
mozzafiato ed un mare brillante, suadente e pescosissimo. Proprio per
questo, tantissimi sono quelli che dedicano giornate intere alle esplorazioni
dei suoi ricchissimi e spettacolari fondali. Naturalmente, così
come appare scontato nella maggior parte di queste incantevoli isole,
la popolazione vive con sufficienza e quasi sempre in un degrado storico.
Le città, se così possono essere identificate, riportano
cifre di presenze umane impressionanti; Santo Domingo, la capitale, con
i suoi 4 milioni di abitanti ne è l’esempio più emblematico.
Una popolazione che storicamente proviene dall’africa per le noti
ragioni di schiavitù, vive o sopravvive a suon di musica caraibica
ma senza tener conto, il più delle volte, delle norme d’igiene
che affliggono, invece, l’occidentale non accorto che cerca di godersi
questa lussureggiante località. All’arrivo, il primo e curioso
impatto non è dato dalla costante presenza di caldo e umidità
altissima nei mesi estivi (il loro inverno) ma (1) dalla
richiesta di 10 $ per entrare nel paese che poi diventano 20 per uscirne
(2) compilazione di un tagliando azzurro (modello riportato
in seguito) che dimostra che sei un …….immigrato! (3)
un tagliando bianco (modello anch’esso riportato in basso) che riguarda
la dogana e che anticipa una dettagliata perquisizione di tutti i bagagli
a mano. Sicuramente un eccesso per una nazione che ha ben poco da contrabbandare
se non la propria popolazione che vuole “emigrare”. La visione
turistica da quando poi si entra nel paese, parla di balli, ritmi contagiosi,
e del merengue. E’ impossibile visitare questo Paese, infatti, senza
restare contagiati dalla sua musica e dai suoi balli. La popolazione ha
il merengue nel sangue e solo il canto supera la passione del ballo, cantano
sempre, in ogni circostanza: allegre o tristi; esso rappresenta una vera
e propria forma di espressione. La moneta corrente è il Peso Dominicano
che è circa un terzo di dollaro americano. Ponete molta attenzione
nel cambio perchè vengono accettati anche gli Euro. La cucina tipica
prevede la presenza di elementi naturali e poco costosi ma il turista
potrà approfittare di gustare il meglio del pesce caraibico e le
generose dimensioni dei crostacei tra cui le aragoste giganti (non i comuni
astici che qui sono sconosciuti). Una o due settimane permettono di vivere
un buon relax e consentire di visitare parte dell'isola con Santo Domingo
in testa e alcune famosissime isole incontaminate. I voli che raggiungono
il paese durano 10 ore dall'europa e 1 o 2 ore se arrivano dagli Stati
Uniti. |